Artisti a Palazzo

Agli affreschi presenti nel piano nobile di Palazzo Doria Pamphlj hanno lavorato tra i più importanti artisti dell'epoca:  Guglielmo Cortese, detto il Borgognone, Francesco Cozza, Gaspard Dughet, Pier Francesco Mola, Mattia Preti, Giovanbattista Tassi.

 

Guglielmo Cortese detto il Borgognone (Saint Hippolyte 1628  - Roma 1679)

Artista di origine francese, Guglielmo Cortese si stabilì a Roma nel 1639-40. L'incontro con Pietro da Cortona, avvenuto attorno al 1647, fu decisivo sia per la sua formazione sia per la sua carriera. Le prime opere databili, i sette paesaggi eseguiti in collaborazione con Gaspard Dughet, risalgono al 1653 su committenza di Camillo Pamphilj. Nel 1657 diventa membro dell'Accademia di S. Luca e nel 1660 viene investito della carica di “ primo rettore”. Tra il 1661-63 il Cortese decora la cappella Cesi in S. Prassede e la quinta cappella della navata laterale di sinistra in S. Giovanni in Laterano. Più tardi tra il 1664 ed il 1666 è ad Ariccia, dove esegue per i Chigi una bellissima “Assunzione della Vergine” nell'abside della chiesa di S. Maria Assunta. Fra il 1668 e il 1671 dipinge “Il Martirio di Sant'Andrea” per la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale.

 

Francesco Cozza ( Stilo di Calabria 1605 - Roma 1682 )

La sua opera d'esordio è il “San Giuseppe” del 1632, nella Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte. La formazione domenichiniana e l'influsso del classicismo bolognese sono elementi già ben evidenti,  a cui presto si aggiunge la componente classicista napoletana testimoniata dalle opere del soggiorno partenopeo: “la Madonna del cucito in San Bernardino” e “la Sacra Famiglia di Capodimonte”. Tra il 1640 ed il 1641 esegue il “Cristo crocefisso con San Francesco di Paola” nella sala capitorale di S. Francesco di Paola a Roma. Nel 1656 il Cozza torna a lavorare in S. Andrea delle Fratte  per eseguire gli affreschi e la pala d'altare  nella  cappella  di  San Carlo Borromeo.  Per  il principe Pamphilj eseguì nel 1660  affreschi  minori  nel  palazzo  di  piazza  Navona,  e  nel  1666 ebbe l'incarico di affrescare la volta della Biblioteca del Collegio Innocenziano, adiacente al palazzo (1667-1673).

 

Gaspard Dughet (Roma 1615 - 1675)

Dughet condusse il suo apprendistato preso Nicolas Poussin. La sua prima opera dirilievo è la decorazione in una stanza nel palazzo Muti - Bussi all'Aracoeli e seguita fra  il 1647 e il 1651. Contemporaneamente tra il 1649-51 su commissione di Innocenzo Xesegue le pitture della Sala dei Paesi del palazzo Pamphili a piazza Navona, e tra il 1652-53 esegue i sette grandi paesaggi dipinti per i quadri religiosi. Nel 1658 Dughetdivenne membro dell'Accademia di S. Luca e negli anni Sessanta fu al servizio dei Colonna. Nel periodo più tardo della sua attività (1671-72) eseguì dei paesaggi nei mezzanini di palazzo Borghese.

 

Pier Francesco Mola (Coldrerio, Canton Ticino, 1612- Roma 1666)

Pier Francesco Mola si trasferisce dalla Svizzera a Roma all'età di quattro anni. Dal 1633 al 1647 intraprende un lungo viaggio attraverso l'Italia del Nord dove entra in contatto con la cosiddetta corrente “neoveneta”. Tra il 1641 e il 1642 è a Coldrerio dove affresca la Cappella Nuova della chiesa di S. Maria del Carmelo. Nel 1652 lavora per i Pamphilj alla decorazione del loro Palazzo di Nettuno, e nel 1656-57 viene chiamato da Pietro da Cortona nella galleria del palazzo del Quirinale a eseguire uno degli affreschi maggiori, Giuseppe e i fratelli. Nel 1662 è eletto principe dell'Accademia di S. Luca, ma un anno dopo è costretto a rinunciare alla carica per motivi di  salute. Difficile  è  stabilire  la  data dei suoi dipinti. L’unica opera firmata è del 1650 “il Guerriero orientale” del Louvre.

 

Mattia Preti (Taverna, Catanzaro 1613- La Valletta, Malta 1699)

Preti arrivò a Roma nel 1630, chiamato dal fratello Gregorio, anche lui pittore. Nei primi anni eseguì soprattutto scene di giocatori, musici, soldati, dipinti con mezze figure in un chiaroscuro caravaggesco. Nella seconda metà degli anni Trenta egli fu attirato  dalla corrente neoveneta della pittura romana. Fu protetto, come il fratello, da monsignor Rospigliosi che lo introdusse alla principessa Olimpia Aldobrandini senior. Questa lo raccomandò ad Urbano VIII, che lo nominò cavaliere d'obbedienza dell' Ordine Gerosolimitano nel 1641. Esegue la pala raffigurante Sant'Andrea nella Hofkirche di Lucerna. Tra il 1649-50 esegue per i Pamphilj lo stendardo di S.Matino al imino. Tra il 150 ed il 1651 esegue i tre grandi affreschi con  Storie di S.Andrea nel presbiterio della  Chiesa di Sant'Andrea della Valle. Agli inizi del 1652 esegue l'Elemosina di San Carlo,  in  S.Carlo ai Catinari; nello stesso anno, è a Modena per dipingere la cupola e il coro di San Biagio. Dal 1653, il Preti si trasferisce a Napoli dove rimarrà fino al 1660. Nel 1661 ritorna a Roma dove dipinse per i Pamphilj la volta della Stanza dell'Aria a Valmontone. Successivamente partì per Malta dove decorò l'abside e la volta della Cattedrale di S.Giovanni a La Valletta e dove rimase fino alla morte.

 

Giovanbattista Tassi (notizie 1658 - 1681)

La  figura   di   Giovanbattista   Tassi  è   quasi  completamente  sconosciuta  alla  critica. Risulta attivo a Roma nel 1661 come pittore di architetture e prospettive e la sua presenza è documentata nel 1673 ad Ariccia per i Chigi nell'allestimento scenografico di uno spettacolo teatrale, e nel luglio del 1681 presso l'ufficio del notaio Giuliani nel palazzo del governatore a Roma.